sábado, 17 de febrero de 2018

Il signor Bertoni è morto

Il signor Bertoni è morto

La settimana scorsa la polizia, ha scritto il giornale La mattina, ha incontrato il signor Bertoni morto nel bagno della sua casa. La polizia ha domandato a tutto il vicinato dell’uomo morto: nessuno ha veduto niente. Neanche il suo vicino, che vive fronte a lui, e che si chiama Paolo Scarlatti e che fa il cameriere nel ristorante dove il signor Bertoni ha mangiato il mese scorso, ha veduto niente.
Neache il giornalista che ha scritto questa informazione ha incontrato risposte a tutte le domande che ha fatto ai vicini:
-Chi ha ucciso il signor Bertoni?
-Perchè?
-Nessuno ha veduto niente. Allora, come é entrato l’assassinio?
-Ha ucciso il signor Bertoni un suo nemico? Chi?

-Che cosa significa questo? –domanda il capo degli ispettori della polizia, il signor Paoletti, a Lucia Berducci, una giovane poliziotta. –Siete tutti idioti!
-Signore, dirò che abbiamo incontrato l’assassinio del signor Bertoni.
-Certo? –domanda il capo degli ispettori più tranquillo.
-Appunto –dice Lucia Berducci.
-Come hanno fatto?
-Parliamo con la donna della pulizia, che il mese scorso è andata alla casa del signor Bertoni ogni sette giorni; ieri lei è tornata e ci ha subito telefonato.
-E che ha detto? –ha domandato il signor Paoletti.
-Leggo –dice l’ispettrice Lucia Berducci che ha preso un foglio dalla cartella che ha lasciato sul tavolo del capo degli ispettori:

"Io sono uscita dal piano del signor Bertoni e ho veduto un uomo con un vestito nero, che ha salito le scale ed ha suonato il campanello della porta del signor Bertoni. Dopo aver ascoltato come il signor Bertoni ha aperto la porta ho aspettato nelle scale un pò. Subito gli uomini hanno detto un sacco di cose che io non ricordo, ma hanno gridato brutte cose.
Dopo alcuni minuti qualcuno di loro ha chiuso la porta e l’uomo è uscito, posso quasi dire che è scappato perchè ha sceso le scale a rotta di collo".

-Sappiamo chi è l’uomo che ha parlato con il signor Bertoni?
-Leggo:

"-Lei sa chi è l’uomo? –ha domandato l’ispettrice Lucia Barducci.
-Si –ha risposto la donna delle pulizie. –Ho veduto l’uomo due sabati fa. Lui ha parlato con il signor Bertoni perchè il povero signor Bertoni, secondo l’uomo, ha ucciso il suo gatto quando è uscito dal garage. L’uomo ha detto che il signor Bertoni deve comprare un altro gatto o pagare per il gatto che ha ucciso. Il signor Bertoni ha risposto di no, e l’uomo è partito arrabbiato."

-È lui l’assassinio?
-Certo –risponde l’ispettrice Berducci. –Stamattina siamo andati a casa sua e ha parlato a lungo e ha confessato che è stato lui ad uccidere il signor Bertoni.
-Congratulazioni, ispettrice Berducci.

-Grazie, signor capo degli ispettori.

viernes, 16 de febrero de 2018

La faticosa vita dei professori

Sergio è stato due giorni a Roma: venerdì e sabato. Adesso, domenica, sono le undici ed è arrivato alla stazione del treno a Firenze. Dalla stazione alla sua casa  sono due passi e Sergio è arrivato dopo dieci minuti. È molto stanco. Il viaggio da Roma è stato molto lungo. Ha aperto la porta dell’appartamento e ha ascoltato una voce sconosciuta. Lui, seguendo la voce, è arrivato al soggiorno e si è affacciato un attimo alla porta. Lì, sul divano,  ci sono Vale e un uomo sconosciuto.
-Ho incaricato di pedinare mio marito. –ha ascoltato Sergio dire a Valentina.
-Certo. Ed io l’ho fatto. Ecco! –ha detto l’uomo lasciando cadere dei fogli sul tavolo di fronte al divano.
Sergio ha veduto come Vale ha preso i fogli e ha cominciato a leggere a voce alta:
Venerdì, alle otto e mezza, è uscito dall’albergo ed è salito su un taxi...
-Preferisco–ha detto Valentina interrompendo la lettura. –farLe domande.
-Va bene. –ha risposto l’uomo. –Che desidera sapere?
-È stato mio marito venerdì mattina al seminario?
-Certo. Ci è stato.
-Sicuro? –ha chiesto Vale inarcando le sopracciglia.
-Vero. Due giorni prima del seminario ho prenotato una camera nell’albergo dove si è celebrato il seminario e sono potuto stare vicino a lui nelle conferenze.
-La sua presentazione è andata bene?
-Molto bene. –ha risposto il detective. –Ma...
-Ma che? –ha chiesto Valentina.
-È stata una noia mortale. È stata una barba. Il pubblico ha applaudito quando lui ha smesso di parlare, e non hanno fatto domande.
-E dopo che cosa ha fatto? Dove ha mangiato? Ha mangiato da solo o...?
-Dopo ha ascoltato i suoi colleghi e a mezzogiorno è uscito dall’albergo e ha mangiato da solo in una trattoria vicina al Colosseo. Ha mangiato... –ha detto il detective mentre apre un piccolo taccuino. -...leggo:
-Non me ne importa un accidenti che cosa ha mangiato –ha subito detto Valentina sbattendo sul tavolo il pugno. –Dopo aver mangiato, è ritornato al seminario?
-Prima è uscito dalla trattoria ed è entrato nel Colosseo. Lì ha fatto delle foto e dopo è andato alla Fontana di Trevi.
-E non è ritornato al seminario alla sera? –ha chiesto Valentina.
-Si, ma alle diciotto, all’ultima conferenza.
Sergio, che ha sentito tutto, è impallidito. Adesso non può entrare nel soggiorno, può succedere un casino. Non si muove.
-E dopo?
-Bene –ha detto l’uomo guardando i fogli che ci sono sul tavolo e cercando qualcosa. –Ecco le foto!
Delle foto! Sergio non sa che cosa fare. Valentina guarda le foto e Sergio osserva sua moglie molto arrabbiata.
-Due bionde! È andato al cinema con due donne dai capelli biondi! E dopo sono andati insieme in discoteca. Che brutta figura! Chi sono?
-Due colleghe del seminario. –ha risposto il detective.
-A che ora è arrivato all’albergo?
-Alle tre del mattino.
-Sabato mattina è andato al seminario?
-Certo. –ha risposto il detective. –Ma non sempre. Alle dieci ha ascoltato una conferenza; alle undici ha finito la conferenza ed è uscito dalla sala ed è andato al bar. Ha bevuto due caffè-latte e ha fumato la pipa sulla terrazza. Alle undici e mezza è ritornato al seminario e ha ascoltato l’ultima conferenza della mattina.
-E dopo è uscito dall’albergo. –ha ascoltato Sergio la voce di sua moglie.
-No, non è uscito dall’albergo. È salito con l’ascensore ed è arrivato alla sua camera. Lì è stato dalle tredici e dieci minuti alle quattordici. Dopo è ritornato al bar dell’albergo, ha bevuto una grappa tostata...
-Capisco. –ha detto Valentina interrompendo la spiegazione del detective. –E la sera?
-È andato al seminario.
-Tutta la sera? –ha chiesto Valentina.
-Tutta la sera. –ha risposto l’uomo. –È stato presente alle tre conferenze. Dopo ha assistito alla cena di onore della professoressa Silvia Guareschi. La cena è cominciata alle ventuno e trenta ed è finita circa l’una del mattino, compreso i discorsi, le canzoni,... Dopo è salito con l’ascensore e è ritornato in camera sua. Alle due ha pagato il conto dell’albergo ed è uscito. È salito su un taxi ed è arrivato alla stazione del treno, dove ha preso il treno per Firenze.
Io ho preso l’aereo e sono arrivato alle cinque. Ecco tutto! –ha detto il detective toccando i fogli. –Anche il conto.
Sergio ha veduto come Valentina ha dato all’uomo un sacco di euro.
-Ciao, signora.
-Ciao. La ringrazio molto. Arrivederci.
-Arrivederci.
Sergio non sa dove nascondersi e con molta attenzione indietreggia fino alla porta d’ingresso dell’appartamento, ha aperto la porta e chiuso immediatamente con violenza.
-Vale! Cara! –ha gridato. –Sono qui!
-Sergio, caro! –ha risposto sua moglie. –Come è stato il seminario?
-Bene, molto bene.
-Bene! –ha gridato sua moglie. –E le due donne dai capelli biondi? Sono state bene?

Il detective è uscito dall’appartamento mentre Sergio e Valentina parlano e parlano.

martes, 13 de febrero de 2018

Las páginas perdidas, sinopsis

A Viola Borroni, una joven fiscal de la Fiscalia de Roma, le han encargado la investigación sobre la extraña muerte de un hombre que ha sido encontrado con la punta de una flecha medieval en el corazón. Mientras tanto el padre de Viola desaparece. ¿Los dos hechos están conectados? A principios del siglo XX el prior del convento de Mondragone, el padre Giuseppe Strickland, vende a un comerciante polaco un manuscrito del siglo XI que contiene inscripciones desconocidas y enigmáticas representaciones de figuras femeninas, de plantas y de constelaciones. Antes de entregarlo quita, sin que el comprador lo sepa, las primeras catorce páginas y las esconde en su oficina.
¿Cuál es el contenido de aquellos folios y por qué ocultarlos? Esas páginas perdidas se convierten en la obsesión de Adolfo Hitler que, durante la Segunda Guerra Mundial, organiza una comisión de investigación y de estudio para encontrarlas. Una historia llena de suspense, un ir y venir a través del tiempo, donde se entrecruzan las vicisitudes de la protagonista y aquellas de un antiguo y enigmático obispo.
Las páginas perdidas

lunes, 12 de febrero de 2018

Mi primer eBook

Hoy he publicado mi primer eBook. Un libro de misterio ambientado en mi tierra A Coruña y en dos pequeñas poblaciones cercanas a Santiago (Bertamiráns y Castrigo). Podéis echarle un vistazo o bien leer sólo uno de los capítulos que lo componen, en versión Kindle.
El título del libro: Patacas e máis patacas (O misterio da Casa Grande)