miércoles, 9 de septiembre de 2020

LA SORELLA DI MOZART di Rita Charbonnier -RECENSIONE

 

Questo non è stato un libro facile da leggere, quantomeno per me. Le biografie, neanche quelle romanzate, non mi piacciono un granché. Ma ci ho provato. Sono riuscita a finirlo. Mozart, scusatemi, è stato un musicista che non ho potuto mai sentire senza innervosirmi. Avevo letto qualcosa riguardo la sua vita. tuttavia, il rapporto tra lui e sua sorella era qualcosa di sconosciuto per me. Così ho preso il libro molto incuriosita. Alla fine, mi è piaciuto.

Ma non per il linguaggio, né la storia d’amore tra Nanerl e Armand. Mi è piaciuto perché credo che Rita Charbonnier è riuscita a descrivere la lotta interna delle donne intelligenti e coraggiose di qualsiasi epoca: provare disagio nei confronti della società che vede loro soltanto come madri e spose, sentire la diffidenza che la famiglia prova nei confronti dei loro sogni di indipendenza, di sviluppo delle loro personalità, di poter svolgere una vita che sia piena e bella.

Nanerl deve lavorare come professoressa di piano affinché il fratello, un genio della musica (anche lei è allo stesso livello del fratello) possa viaggiare per l’Europa insieme al padre. Nanerl sembra scontrosa con l’intero mondo, ma, veramente, è arrabbiata con sé stessa perché non si è ribellata con tutta la sua forza contro quelli che hanno infranto i suoi sogni, che non le hanno permesso di essere libera.

A metà del romanzo non si sa ancora quale sarà il finale di Nanerl. Ma lei riuscirà a sollevarsi dalla sua sofferenza, a rompere gli argini che la società e la famiglia (prima, il padre; poi, il fratello) hanno cercato di mettere intorno a lei per trattenere la sua forza e la sua voglia di vivere.

Ce la farà o meno? Leggete il libro e riuscirebbe a conoscere lo sviluppo di una donna così speciale.

Nanerl, comunque, ce l’ha fatta. Ha sposato un uomo che la capisce e durante qualche anno ha fatto la sposa e la madre. La morte di Amadeus è il colpo definitivo per farla capire qual è stato il suo destino da sempre, forse si è convinta a non andare avanti con la sua carriera di musicista, forse ha creduto veramente che diventare la persona che avrebbe diffuso l’opera di Amadeus fosse stato il suo vero scopo nella vita.

lunes, 7 de septiembre de 2020

SONETTI AL VELENO di Emanuela Dal Pozzo - RECENSIONE


 Sonetti al veleno, il primo romanzo che ho letto di Emanuela dal Pozzo, mi è piaciuto tantissimo. A fine lettura mi sono chiesta: ci sarà un secondo libro?

Sia la trama sia l’ambientazione mi hanno ricordato un capolavoro della letteratura italiana del XX secolo: Il nome della Rosa, di Umberto Eco, ma non considero questo romanzo nè banale, né una brutta copia di quello del maestro Eco.

Piuttosto Sonetti al veleno mi sembra un degno successore del famoso romanzo.

Pur nelle diferenze lo spirito rimane: due conventi, degli strani omicidi, una pergamena, un assassino.

Che il viaggiatore sia Estrella, una donna, dà al romanzo un senso di modernità. La lotta delle donne è la stessa da secoli: la loro independenza, la loro educazione, lo sviluppo personale. Estrella è un personaggio speciale, con una vita speciale, e forse bizzarra, una vita da viandante in cerca dell’amore e del suo destino.

Nel suo percorso incontra personaggi diversi per carattere e qualità: supponenti come l’abate, generose come Frate Cesare e superstiziose come la badessa, temibili e infide come quelli che alle sue spalle tramano nell'ombra.

Ma Estrella se la caverà benissimo, come l'autrice.


domingo, 6 de septiembre de 2020

LA LUNGA OMBRA DI UN SOGNO di Roberta Mezzabarba - RECENSIONE


Questa è la storia particolare di una donna molto speciale: Greta.

Greta è una giovane donna, sui trent’anni, che abita in un piccolo paese sulle sponde del Lago di Bolsena, lavora nell’ufficio di un notaio e non è tanto felice come avrebbe desiderato. C’è qualcosa nel suo passato che non la lascia in pace, che la perseguita e la avvolge. Mentre si reca per lavoro sull’isola Bisentina, perla del Lago di Bolsena, conosce un ragazzo, un marinaio. Sembra che tra loro possa nascere qualcosa di bello, ma Greta è bloccata da un segreto che non ha condiviso mai con nessuno.

Questo segreto, questo sgomento che non la lascia svolgere come persona e come donna ha la sua origine sull’isola dov’è nata: la Sicilia.

Così la giovane donna decide di ritornare alle sue radici.

È un percorso fisico ma anche dell’anima perché deve capire, deve perdonare e perdonarsi affinché la sua vita abbia un senso, affinché possa svilupparsi in tutta la sua bellezza.

I rapporti con sua nonna e con i coloni che abitano a Ponte Agro, una tenuta dove si coltivano limoni e che lei ha ereditato da sua madre, non sono affatto facili ma Greta se la caverà benissimo. Si alzerà sui pregiudizi di tutti, sul come deve essere l’atteggiamento di una donna per bene.

Lei ha uno scopo che non deve dimenticare: capire se stessa e lottare per la sua felicità, dimenticare la ragazza che era scappata dalla Sicilia e diventare la donna che vuole essere. Una donna autonoma, forte, che sa ciò che vuole e come raggiungerlo.

Greta si ribella contro il ruolo della donna siciliana pacata, intimorita dagli uomini, senza personalità, senza il diritto a esprimere il proprio parere. Greta non vuole essere una donna usata dagli uomini e abusata dalle sue uguali.

Lei diverrà una di quelle donne che cadono e si alzano e ricadono un’altra volta ma che, finalmente, trovano il loro posto nel mondo, diventando finalmente una donna libera.

sábado, 5 de septiembre de 2020

UNA NUOVA VITA di Danio Mariani - RECENSIONE


Piccolo gioiello giallo. Avrei potuto fermarmi qui e lasciare che gli altri lettori leggessero il libro, forse queste tre parole avrebbero potuto incuriosirli, o forse no. Ed è proprio per questo che dovrò dire qualcosa in più.

Un giallo non è tanto facile da scrivere come si pensa. Ci vuole uno schema molto preciso affinché tutto vada liscio, il lettore non si annoi e continui a leggere fino all’ultima riga del libro. Danio Mariani ci riesce, e come!

L’eroe: un maresciallo in pensione per un incidente di lavoro: Antonio Molinaro.

La chiamata dell’avventura: un ex-poliziotto, Vito Bonfiglio, scrive una lettera e gli chiede di andare da lui per un piccolo soggiorno. Molinaro, che è rimasto su una sedia a rotelle, ci pensa un attimo ma poi prende il treno verso la Sicilia. Arrivato alla dimora del suo amico scopre la vera ragione per cui è lì.

Il rifiuto della chiamata: Vito Bonifiglio vuole che Molinaro faccia confessare a un capo della mafia i suoi delitti, perciò dovrà lavorare come infiltrato. Molinaro non vuole, rifiuta la richiesta dell’amico. È molto arrabbiato. Lui è un difensore della legge, ha sempre seguito le norme e questo che gli propone il suo amico è un affronto per la sua vita di carabiniere onesto.

L’assunzione dell’avventura: finalmente Molinaro dice di sì.

Da qui in poi il libro Una nuova vita di Danio Mariani va avanti con lo svolgimento chiamato Il viaggio dell’eroe: il varco della prima soglia; prove, amici e alleati, avvicinamento alla caverna più recondita, prova centrale, ricompensa, via di ritorno, resurrezione e ritorno con l’elisir.

Ma Danio Mariani non ha riempito queste tappe in maniera meccanica. Ha creato dei personaggi molto realistici e la trama coinvolge il lettore dal primo istante in cui conosce Molinaro. Cosa potrà fare un poliziotto invalido per aiutare il suo amico a mettere in carcere un criminale nelle sue stesse condizioni fisiche? Come farà per ottenere la confessione di questo boss che è ricoverato in un ospedale speciale e che, per giunta, è sorvegliato sia dalla polizia che dai gorilla che non lasciano a nessuno avvicinarsi al loro capo? Come farà a scoprire chi sono gli amici e, invece, quali sono i nemici che gli metteranno delle trappole affinché non riesca a raggiungere il suo scopo?

Se volete sapere tutto questo e anche di più, dovreste leggere il libro di Danio Mariani che, con un linguaggio semplice e con pennellate di ironia, racconta una storia coinvolgente e anche divertente.

E come può essere divertente un giallo il cui protagonista è un ex-carabinieri su una sedia a rotelle? Ad esempio, l’incontro con Buonfiglio:

Benvenuto a Monreale, maresciallo (…) Grazie, Vito (…) Ti presento la mia nuova amante (…) non disturba, non ti rimprovera quando alzi un po’ il gomito ma, soprattutto, non ti prosciuga il conto in banca.

Se volete sapere come finisce… leggete il libro.